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giovedì 28 novembre 2013

Editoriali: Numero 4

Editoriale che potete trovare sul numero 4!

LA LUNGA STRADA

Tra le varie domande che ci vengono rivolte più spesso, una riguarda la titolazione degli albi di Long Wei.
I titoli degli episodi sono doppi. Abbiamo una versione breve in copertina, in questo caso: “L’inferno”, scritta in italiano e in cinese. In più, sul frontespizio c’è la versione estesa, che per questo episodio è: “L’inferno del fuoco urlante”.
Si tratta di un omaggio ai titoli dei film asiatici, di solito sempre molto articolati, o comunque più lunghi dei titoli occidentali.
Questo numero di Long Wei è un grande classico del racconto thriller. La drammatica caccia a uno spietato serial killer che miete le sue vittime in una Milano livida e ostile.
Rispettando le regole del noir metropolitano, la parte prettamente investigativa è stata ridotta all’osso. Gli autori hanno voluto raccontare una trama molto classica usando uno stile diverso da quello a cui siamo abituati. Cajelli lo dice spesso che è un po’ stanco di laboratori e di capelli analizzati al microscopio.
I disegni di questo episodio sono realizzati da Francesco Mortarino. Milanese, classe 1978, diplomato alla Scuola del Fumetto di Milano nel 2001. Nel 2008 ha pubblicato per Edizioni BD il volume: “Dead Nation” su testi di Andrea Gagna e successivamente, sempre per lo stesso editore, ha illustrato il romanzo breve: “Il Professionista, vendetta”.
Francesco ha un tratto molto personale, a metà tra il realistico e il grottesco. Il volume che avete in mano è il suo esordio in edicola, e gli auguriamo che sia il primo di una lunga serie. In questo momento è a lavoro sul numero undici di Long Wei: “ Gli artigli dei custodi invisibili”, in edicola il prossimo aprile.
Sul versante dei testi prosegue la scrittura a quattro mani di Cajelli e Ascari. I due, hanno confezionato l’albo dai toni più oscuri di tutta la serie. Le atmosfere virano decisamente sull’horror, arrivando al finale passando da un colpo di scena all’altro.
Buona (terrificante) lettura!

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Titolo rubrica: DAL FUMETTO CON FURORE!

Per promuovere questo numero, abbiamo fatto finta che il personaggio di Bruno Valrico esistesse davvero. Abbiamo realizzato una campagna virale diffondendo sul web l’ipotetica copertina del suo libro: “101 posti dove farsi menare a Milano almeno una volta nella vita”. Lo stile era quello della celebre collana “101 posti…” che potete trovare in tutte le librerie. Il nostro era un libro inesistente, uno dei tanti libri inventati che spesso vengono creati all’interno delle opere di finzione. Sempre nell’ottica della campagna virale, avevamo realizzato anche alcuni estratti dai capitoli del volume di Valrico, il primo era questo:
“Capitolo uno: Piazzale Gabrio Rosa.
La piazza è circolare, proprio come un bersaglio. Un bersaglio nel cui centro c’è la tua faccia.
Dai lati della piazza, dalle otto vie che portano lì, nel cuore di Corvetto, arriva il fumo acre dei motorini bruciati, le urla dei vigili urbani che scappano, il rumore delle serrande che si abbassano.
Coprifuoco alle 20, perché Korvetto Komanda.
Se vuoi finire male, non c’è problema. Basta guardare in faccia quello che sta portando a spasso un rottweiler, o entrare nel bar tabacchi (omissis) per comprare le sigarette.”
Si sa, a volte il virale viene percepito come vero, ma di certo non mi aspettavo di ricevere, sulla pagina Facebook di Long Wei e sulla mia mail privata, tutte quelle di richieste di informazioni sul libro. In molti, hanno pensato che volume e autore esistessero davvero, e chiedevano il nostro aiuto per trovare una copia dell’introvabile libro.
Mi rendo conto che forse era una cosa prettamente milanese, con riferimenti a luoghi e situazioni note a chi vive a Milano, anche se di “posti dove farsi menare” ce ne sono in tutte le città del mondo. A richiamare la curiosità dei milanesi è stato un certo modo di raccontare la cronaca nera, e quell’aria politicamente scorretta che si avverte sia nella cover che nei capitoli messi on line.
Fatto sta che stavamo scherzando. L’ho detto a tutti e lo ripeto qui adesso. A scanso di equivoci: quel libro non esiste.
In un certo senso però, Valrico esiste sul serio. Ho creato il personaggio basandomi su un giornalista vero, cercando di ripetere il suo stile di scrittura nell’articolo che hai letto nelle pagine precedenti. Non ti dirò mai chi è, sappi che è una firma importante del giornalismo italiano, e che ha inventato una parola entrata nel linguaggio comune.
Non esiste neanche il “borghetto della serenità”, l’ameno quartiere in costruzione che si vede nel fumetto. Non esiste ma è plausibile. Realistico. La crisi ha chiuso diversi cantieri a Milano e dintorni, quello in cui si trovano i nostri due potrebbe essere uno dei tanti.
Nel finale il Signor Qin, fa entrare una tigre viva nel carcere di San Vittore. Ecco, lì siamo nella finzione più pura, non è possibile farlo, nessuno lo ha mai fatto e nessuno lo farà mai. Quella sequenza va intesa come una sorta di licenza poetica da noir metropolitano.
Nel prossimo numero: “Il leone corre sulla foglia di loto”, Long Wei avrà a che fare con un nemico molto particolare: il voodoo nigeriano. Sarà più forte la magia nera del perfido Oga Babatunde o la millenaria magia cinese?
Lo scoprirai il prossimo mese!

Diego Cajelli.

martedì 26 novembre 2013

Editoriali: Numero 3

Ed eccovi pure l'editoriale del numero tre, in caso vi sfoste distratti:

LA LUNGA STRADA

Fin dalla copertina, questo episodio è una sorta di omaggio al mondo dei videogiochi, l’atmosfera è quella dei classici “picchiaduro” tipo Tekken o Street Fighter. È un modo per raccontare le arti marziali, rendendole iconiche, alleggerendo le componenti drammatiche.
Lo staff di autori che ha realizzato il terzo numero di Long Wei è composto da quattro persone, tra i quali un esordiente assoluto nel mondo del fumetto: Patrick Macchi.
Patrick si è appena diplomato alla Scuola del Fumetto di Milano, ed è stato scelto da Luca Bertelè come aiutante sul campo per la realizzazione delle matite di questo albo. Quindi, nelle prossime pagine potrete vedere il suo primo lavoro in assoluto. Luca Bertelè invece, è un autentico veterano del fumetto italiano, già visto su John Doe, attualmente impegnato con la versione a fumetti di Star Wars: The Clone Wars per la casa editrice inglese Titan e Scooby Do per Piemme. Lavora con Cajelli più o meno dagli anni ’90 e i fumetti che hanno fatto assieme sono troppi per essere elencati qui.
Sul fronte sceneggiature, c’è una grossa novità. La collaborazione ai testi di Stefano Ascari. Ascari, già sceneggiatore della serie Mytico!, il fumetto allegato con il Corriere della Sera, e autore della versione a fumetti di Shutter Island.
Cajelli e Ascari scrivono a quattro mani. Se invece di fumetti fossimo nelle cucine di un grande ristorante potremmo dire che Cajelli è lo chef e Ascari il suo vice. Il metodo di lavoro che stanno usando è piuttosto raro per il fumetto, dove di solito ogni autore lavora in “solitaria”, ed è molto più vicino al sistema di scrittura delle serie televisive.
I due sono molto affiatati, mescolano abilmente le loro diverse caratteristiche di autori, e i risultati li potrete leggere nel corso dell’intera miniserie, visto che l’esperimento di scrittura usato per questo numero è stato ripetuto anche nei numeri successivi.
Buona lettura!


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DAL FUMETTO CON FURORE!

Il titolo esteso di questo episodio: “Il Pugno dell’eterna primavera” è la traduzione letterale di Wing Chun, lo stile di kung fu codificato dal maestro Ip Man nella prima metà del secolo scorso.
Già dal nome si intuisce il senso di questo stile di combattimento, tecniche e forme che rendono i praticanti eternamente giovani. L’efficacia del Wing Chun quindi, non sente il peso del tempo che passa e dell’età che avanza.
Nelle pagine che hai appeno letto succedono parecchie cose. Una delle più importanti è l’introduzione di un nuovo personaggio nel cast di Long Wei. Si tratta dell’ispettore Ilaria De Falco. Con Ilaria, personaggio inedito, creo una sorta di collegamento con un mio lavoro precedente: Milano Criminale. La giovane poliziotta è la figlia di uno dei due protagonisti di quella saga: Il commissario Simone De Falco.
La serie, comunque, rimane sui binari del noir. La parte poliziesco/investigativa è ridotta al minimo, e così sarà anche nei numeri successivi. Perché, attenzione che metto le mani un po’ avanti, il rapporto tra Ilaria e Long Wei avrà degli sviluppi non proprio da giallo procedurale.
A cosa serve un personaggio legato alle forze dell’ordine? La questione è legata alla legittimità. Date le situazioni in cui si infilano Vincenzo e Long Wei, nonostante la fedina penale non proprio pulita di Vincenzo, avere una poliziotta come amica può far comodo. L’importante, dal mio punto di vista, è non trasformare una serie action in un “normale” racconto poliziesco.
Sempre in questo numero nella sequenza ambientata nell’ospedale, vediamo due ragazzi che vedono sul loro tablet la scena di uno dei film che ha girato Long Wei. Il titolo della pellicola è “Bulletproof Crane­ - La Gru Antiproiettile”.
Long Wei interpreta uno dei tanti scagnozzi al soldo del boss del porto, e affronta il protagonista del film usando, appunto, lo stile della Gru. Quella sequenza è presente nel mitico numero Zero di Long Wei, ormai diventato un albo da collezione. Su quel numero speciale, che presentava la serie e tutti gli autori, sono raccontate le varie scene dei vari film in cui il nostro eroe ha fatto la comparsa. Se non hai il numero Zero non disperarti, vedrai quelle scene anche qui, inserite in modo narrativo sulla serie regolare.
Il combattimento finale: Long Wei Vs Daniele, abbiamo deciso di raccontarlo come se fosse un videogioco. Io e Luca Bertelè abbiamo ricreato un contesto da picchiaduro, con tanto di combo e di combinazione tasti corrispondenti alle mosse dei due personaggi. Così come la cover, sempre opera di LRNZ, si ispira allo stile pixeloso delle immagini dei picchiaduro classici. Sì, cambiare stile di linguaggio visivo è un po’ una “tarantinata”, sarà che Quentin Tarantino mi piace da matti e in un certo senso volevo omaggiare la sequenza a cartoni animati presente in Kill Bill.
Più o meno è tutto. Ci si becca sul prossimo numero di Long Wei: “L’inferno del fuoco urlante”. Un oscuro e tremendo thriller, dove Milano si ritrova ad avere a che fare con la più tremenda delle minacce metropolitane: un serial killer.

Diego Cajelli.



venerdì 22 novembre 2013

Editoriali: Numero 2

In allegato al numero 2 di Long Wei...

LA LUNGA STRADA

Pochi giorni prima dell’uscita in edicola del primo numero di Long Wei, a Milano si è tenuta Full Comics, un evento culturale legato al fumetto. Abbiamo tenuto una conferenza sul marketing e il fumetto e ne abbiamo approfittato per distribuire un po’ di biscotti della fortuna ufficiali di Long Wei. (se ne parla nella rubrica in terza di copertina)
In quell’occasione Long Wei è stato premiato in due categorie: Innovazione Editoriale, per la nostra campagna promozionale, definita da qualcuno: “senza precedenti, e si è aggiudicato anche il titolo di Miglior Fumetto Italiano. Abbiamo ritirato questo premio considerandolo come una sorta avvertimento, sperando di meritarlo con il lavoro che leggerete in questi dodici episodi. Di sicuro essere accolti con ben due premi, oltre a tutta l’attenzione mediatica nei nostri confronti, è un buonissimo auspicio. Grazie a tutti, davvero!
Dopo l’esordio del mese scorso, eccoci qui con il secondo numero di Long Wei.
Dietro la macchina da scrivere c’è sempre Diego Cajelli, questa volta affiancato da Gianluca Maconi.
Maconi, nato a Pordenone nel 1977, esordisce nel mondo del fumetto nel 2004, vincendo il premio Miccia di Torinocomics, da allora ha collaborato con tantissime case editrici, italiane ed estere, tra le molte ricordiamo: Becco Giallo, Hazard e Soleil.
È stato anche una delle matite di John Doe, e una volta finita quell’avventura è approdato qui sulle marziali pagine di Long Wei.
Maconi si distingue per il suo tratto moderno e la dinamicità delle sue tavole. In coppia con Cajelli ha realizzato l’albo che avete tra le mani, un racconto noir senza scampo, raccontato con una sottile dose di ironia che accompagna gli eventi.
Da questo episodio inizia a dipanarsi la trama generale della serie, che ci accompagnerà mese dopo mese, e vengono introdotti dei nuovi personaggi. Tra tutti il più importante è Vincenzo Palma, che era stato soltanto accennato nel numero uno.
Buona lettura!


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DAL FUMETTO CON FURORE!

In questo episodio esplode il personaggio di Vincenzo Palma. Peccato che finisca così, vero?
Sarà vivo? Sarà morto? Come può salvarsi la pelle? C’è un unico modo per scoprirlo, aspettare l’uscita del numero tre di Long Wei: Il pugno dell’eterna primavera.
Vincenzo Palma è ispirato a un tipo che conosco davvero, uno dei tanti balordi dal cuore d’oro che prosperano in periferia. Nella logica narrativa di Long Wei, dove abbiamo come protagonista un ragazzo cinese, il ribaltamento completo del punto di vista ci ha portato a mettere un italiano come spalla del nostro eroe di quartiere. Di solito avviene l’esatto contrario, il personaggio principale, occidentale, ha un migliore amico/aiutante appartenente a una diversa etnia, gli esempi possono essere Kato per Green Hornet, o Lothar per Mandrake.
Questo fumetto inizia con una lunga sequenza in discoteca, un prologo muto, ritmato dal bianco e nero che ricrea sulla carta luci della disco. Un prologo muto per forza, perché lì dentro non senti nulla, a parte il tunz tunz tunz sparato a palla dalle casse. Quelle pagine, tecnicamente, sono raccontate con un sistema narrativo chiamato piano sequenza.
La trama principale di questo episodio invece, è basata su un letale gioco di forze. Da un lato abbiamo i rampolli di una cosca criminale italiana che entrano in contatto con un gang di strada cinese. Nel mezzo, i veri cattivi: Le tigri immortali del bosco dei salici, e quelli che si infilano in questo casino cercando di mettere le cose a posto: Long Wei e Vincenzo. Ognuno ha le sue ragioni ed è spinto dai propri interessi. Una situazione esplosiva, che finirà, come è ovvio che sia, con il fare male a qualcuno.
L’ombra delle cinque lame è un noir puro, purissimo, segue le regole della narrazione di genere fino alla sua conclusione. Di fatto Long Wei, inteso proprio come serie, è un noir metropolitano. Lo si capisce dall’assenza di capelli analizzati al microscopio in laboratorio, distintivi da esibire, procedure legali e quant’altro. Qui le cose si risolvono a schiaffi. A proposito: prima che qualche praticante di arti marziali si faccia avanti muovendo delle critiche, lo dico subito. Sì, è possibile usare una catena come se fosse un nunchaku come si vede a pagina 67. Si può fare. Io ci riesco, e non sono di certo un campione come Long Wei. Ti sconsiglio comunque di provarci se non sei già pratico.
Noi di Long Wei siamo sicuramente un po’ dei tamarri, ma siamo anche carini e gentili. Facciamo pure i biscotti!
La foto che illustra questa rubrica ritrae gli ormai famosi biscotti della fortuna ufficiali di Long Wei.
Si tratta di un dolce e gradito omaggio che ci portiamo dietro alle presentazioni e agli eventi legati al personaggio. Non scrivere in redazione per farteli spedire, non è possibile, si frantumano. L’unico modo per averli è seguirci sulla pagina Facebook di Long Wei e scoprire dove puoi venirci a trovare!

Diego Cajelli.

mercoledì 20 novembre 2013

Redazionali: Numero 1

Vi inziamo a proporre i redazionali che trovate alla fine di ogni numero di Long wei... sì lo sappiamo che di solito siete troppo tristi che sia finito e non li leggete... ecco la vostra seconda occasione!

Siete di fronte all’esordio di un nuovo personaggio: Long Wei.
Il primo eroe di quartiere del fumetto italiano. Un ragazzo cinese che si ritrova catapultato nella grande Milano dell’Expo.
Una miniserie ambientata in Italia, con un immigrato come protagonista assoluto. La cronaca e l’attualità si intrecciano nella finzione narrativa, in una metropoli moderna che diventa l’ideale teatro degli eventi.
Dodici episodi all’insegna dell’azione, un noir metropolitano sospeso tra due civiltà, dove la trama realistica viene alleggerita da una forte componente ironica.
Un progetto ambizioso e complesso, nato da un’idea di Enzo Marino, il direttore dell’Editoriale Aurea, e Roberto Recchioni, firma di spicco del fumetto italiano, autore di John Doe, Dylan Dog e Tex.
La creazione del personaggio e la realizzazione della miniserie è stata affidata a Diego Cajelli, sceneggiatore milanese, premiato con il Gran Guinigi come miglior sceneggiatore nel 2008, al lavoro su serie come Diabolik, Dampyr e Milano Criminale.
Il creatore grafico, e disegnatore del primo numero, è Luca Genovese, apprezzato per John Doe, e per la recente saga robotica: Beta.
Lo staff dei disegnatori, che vi presenteremo meglio di volta in volta, è composto da: Gianluca Maconi, Luca Bertelè e Patrick Macchi, Francesco Mortarino, Valerio Nizi, Jean Claudio Vinci, Daniele Di Nicuolo e Stefano Simeone.
Sul versante sceneggiature, Cajelli ha raccolto attorno a sè uno staff di scrittori, ragionando i dodici numeri di Long Wei come se fossero la prima stagione di una serie televisiva.
Quindi, a partire dal terzo numero, i testi vedranno la collaborazione di Stefano Ascari, Luca Vanzella, Michele Monteleone e Francesco Savino.
Per chiudere in bellezza, le copertine della miniserie sono state affidate a Lorenzo “LRNZ” Ceccotti, uno degli artisti visivi più quotati del momento.
Questo è lo straordinario team al lavoro su Long Wei, i risultati li potete vedere nelle prossime pagine.

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