venerdì 22 novembre 2013

Editoriali: Numero 2

In allegato al numero 2 di Long Wei...

LA LUNGA STRADA

Pochi giorni prima dell’uscita in edicola del primo numero di Long Wei, a Milano si è tenuta Full Comics, un evento culturale legato al fumetto. Abbiamo tenuto una conferenza sul marketing e il fumetto e ne abbiamo approfittato per distribuire un po’ di biscotti della fortuna ufficiali di Long Wei. (se ne parla nella rubrica in terza di copertina)
In quell’occasione Long Wei è stato premiato in due categorie: Innovazione Editoriale, per la nostra campagna promozionale, definita da qualcuno: “senza precedenti, e si è aggiudicato anche il titolo di Miglior Fumetto Italiano. Abbiamo ritirato questo premio considerandolo come una sorta avvertimento, sperando di meritarlo con il lavoro che leggerete in questi dodici episodi. Di sicuro essere accolti con ben due premi, oltre a tutta l’attenzione mediatica nei nostri confronti, è un buonissimo auspicio. Grazie a tutti, davvero!
Dopo l’esordio del mese scorso, eccoci qui con il secondo numero di Long Wei.
Dietro la macchina da scrivere c’è sempre Diego Cajelli, questa volta affiancato da Gianluca Maconi.
Maconi, nato a Pordenone nel 1977, esordisce nel mondo del fumetto nel 2004, vincendo il premio Miccia di Torinocomics, da allora ha collaborato con tantissime case editrici, italiane ed estere, tra le molte ricordiamo: Becco Giallo, Hazard e Soleil.
È stato anche una delle matite di John Doe, e una volta finita quell’avventura è approdato qui sulle marziali pagine di Long Wei.
Maconi si distingue per il suo tratto moderno e la dinamicità delle sue tavole. In coppia con Cajelli ha realizzato l’albo che avete tra le mani, un racconto noir senza scampo, raccontato con una sottile dose di ironia che accompagna gli eventi.
Da questo episodio inizia a dipanarsi la trama generale della serie, che ci accompagnerà mese dopo mese, e vengono introdotti dei nuovi personaggi. Tra tutti il più importante è Vincenzo Palma, che era stato soltanto accennato nel numero uno.
Buona lettura!


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DAL FUMETTO CON FURORE!

In questo episodio esplode il personaggio di Vincenzo Palma. Peccato che finisca così, vero?
Sarà vivo? Sarà morto? Come può salvarsi la pelle? C’è un unico modo per scoprirlo, aspettare l’uscita del numero tre di Long Wei: Il pugno dell’eterna primavera.
Vincenzo Palma è ispirato a un tipo che conosco davvero, uno dei tanti balordi dal cuore d’oro che prosperano in periferia. Nella logica narrativa di Long Wei, dove abbiamo come protagonista un ragazzo cinese, il ribaltamento completo del punto di vista ci ha portato a mettere un italiano come spalla del nostro eroe di quartiere. Di solito avviene l’esatto contrario, il personaggio principale, occidentale, ha un migliore amico/aiutante appartenente a una diversa etnia, gli esempi possono essere Kato per Green Hornet, o Lothar per Mandrake.
Questo fumetto inizia con una lunga sequenza in discoteca, un prologo muto, ritmato dal bianco e nero che ricrea sulla carta luci della disco. Un prologo muto per forza, perché lì dentro non senti nulla, a parte il tunz tunz tunz sparato a palla dalle casse. Quelle pagine, tecnicamente, sono raccontate con un sistema narrativo chiamato piano sequenza.
La trama principale di questo episodio invece, è basata su un letale gioco di forze. Da un lato abbiamo i rampolli di una cosca criminale italiana che entrano in contatto con un gang di strada cinese. Nel mezzo, i veri cattivi: Le tigri immortali del bosco dei salici, e quelli che si infilano in questo casino cercando di mettere le cose a posto: Long Wei e Vincenzo. Ognuno ha le sue ragioni ed è spinto dai propri interessi. Una situazione esplosiva, che finirà, come è ovvio che sia, con il fare male a qualcuno.
L’ombra delle cinque lame è un noir puro, purissimo, segue le regole della narrazione di genere fino alla sua conclusione. Di fatto Long Wei, inteso proprio come serie, è un noir metropolitano. Lo si capisce dall’assenza di capelli analizzati al microscopio in laboratorio, distintivi da esibire, procedure legali e quant’altro. Qui le cose si risolvono a schiaffi. A proposito: prima che qualche praticante di arti marziali si faccia avanti muovendo delle critiche, lo dico subito. Sì, è possibile usare una catena come se fosse un nunchaku come si vede a pagina 67. Si può fare. Io ci riesco, e non sono di certo un campione come Long Wei. Ti sconsiglio comunque di provarci se non sei già pratico.
Noi di Long Wei siamo sicuramente un po’ dei tamarri, ma siamo anche carini e gentili. Facciamo pure i biscotti!
La foto che illustra questa rubrica ritrae gli ormai famosi biscotti della fortuna ufficiali di Long Wei.
Si tratta di un dolce e gradito omaggio che ci portiamo dietro alle presentazioni e agli eventi legati al personaggio. Non scrivere in redazione per farteli spedire, non è possibile, si frantumano. L’unico modo per averli è seguirci sulla pagina Facebook di Long Wei e scoprire dove puoi venirci a trovare!

Diego Cajelli.

giovedì 21 novembre 2013

Intervista: Gianluca Maconi

Intervista a Gianluca Maconi, autore del numero 2, sempre ad opera dell'impeccabile Francesco Savino...

Ciao Gianluca, presentati in tre righe!
Non sono portato per le sintesi così estreme. Provo. Sono un disegnatore di fumetti che quando ne ha l'occasione si scrive le storie. Mi piace passare da un genere all'altro, ogni albo che faccio mi serve per documentarmi, per studiare, per imparare qualcosa insomma. Ho realizzato fumetti di cronaca ("I delitti di Alleghe"), biografici ("il delitto Pasolini", "Electric Requiem"), fantasy ("Elya" e "Elfes Sylvaine" per la Soleil), adattato un antico romanzo cinese ("Viaggio verso l'Occidente") e un sacco di altre cose. Quattro righe, fallito.

Tu sei un disegnatore che ha sempre spaziato molto da un genere all’altro, passando dal fantasy alla biografia con disinvoltura. Com’è stato entrare nel mondo del fumetto d’azione?

Mi piace provare generi diversi e affrontare le sfide, lo faccio così spesso che ogni volta che presento dei progetti in giro nessuno sa cosa aspettarsi, e quindi me li bocciano (qui ci vorrebbe una faccina sorridente o qualcosa del genere, direi). E poi... con disinvoltura, questo lo dici tu che la vedi da fuori. Amo l'azione, mi diverte disegnare combattimenti. Ce ne sono sempre troppo pochi, li metterei ovunque, anche nelle storie d'amore. Infatti sono contento che Diego mi abbia concesso addirittura di allungare qualche scena di lotta, rimaneggiando il suo lavoro (grazie, Die'). È senza dubbio divertente, quando ci sono di mezzo i personaggi, anche e soprattutto quando si può giocare con l'ambiente. Con gli inseguimenti e le automobili invece perdo la pazienza un po' più facilmente.

Qual è il tuo rapporto con le arti marziali e com’è stato trasportare e raccontare all’interno di un fumetto i combattimenti di Kung-Fu?

Sono cresciuto guardando film di Bruce Lee e Jackie Chan (almeno una volta all'anno guardo "Operazione pirati", il film che ho visto più volte insieme a "Grosso guaio a Chinatown", "I predatori dell'arca perduta" e i 3 "Guerre Stellari"), quindi per me era un invito a nozze. Addirittura una sequenza dell'albo, in cui il protagonista usa una catena a mo' di nunchaku l'avevo già disegnata a 15 anni guardando col fermo-immagine "I 3 dell'operazione drago". Mi è bastato riguardare un vecchio quaderno. Poi ho letto molto e sulla teoria sono informato, ma la pratica non mi appartiene, sono un portatore sano di arti marziali, ecco. Nel disegnare un fumetto di kung fu il pericolo è dietro l'angolo, è facile rischiare di "congelare l'immagine" invece di creare la giusta illusione di movimento, oppure essere banali. Io ho cercato di trovare una strada utilizzando tutte le possibilità che il mio medium mi offriva, deformazioni, onomatopee, rielaborando il tutto nel modo più personale possibile. Senza scimmiottare il modo di usare l'azione tipico dei manga, ad esempio. Non so se ci sono riuscito, ma il risultato non mi disturba.

Com’è stato immergerti nelle atmosfere della serie di Long Wei e di tutti i suoi personaggi? Quanto l’ambientazione milanese ha influito sul tuo lavoro?

Divertente e impegnativo. Avevo da tempo voglia di lavorare con Diego, anche se il suo genere di adozione, il poliziottesco, è quanto di più possibile lontano da quello che mi piace disegnare (auto, pistole e città non sono nella mia top five, insomma) e Long Wei era il giusto punto di contatto. Inoltre Luca ha dato un imprinting ideale, per un disegnatore come me, alla serie. Lui è da sempre, oltre che un caro amico, il collega che sento più affine per mentalità e metodologie. Il suo senso del dinamismo estremo e istintivo è stato il mio sparring partner durante tutta la lavorazione dell'albo e la connotazione grottesca ha dato quel tocco in più che, spero, possa trovare una strada nel mondo del fumetto da edicola.
Per quanto riguarda Milano... ha influito molto, la maggior  parte dello staff di Long Wei è milanese, e non volevo sfigurare. Senza considerare l'importanza che aveva per Diego fin dal concepimento della serie. Tutte le strade che ho fatto prendere ai personaggi esistono e sono "giuste". Ho passato un sacco di tempo a cercare i posti con Google Maps, con la sola eccezione del circolo di golf, che è un luogo inventato. Persino il parcheggio e le strade per raggiungerlo (capirete tutti leggendo l'albo) sono tutte corrette e rintracciabili. Divertente, come dicevo, e impegnativo.



mercoledì 20 novembre 2013

Redazionali: Numero 1

Vi inziamo a proporre i redazionali che trovate alla fine di ogni numero di Long wei... sì lo sappiamo che di solito siete troppo tristi che sia finito e non li leggete... ecco la vostra seconda occasione!

Siete di fronte all’esordio di un nuovo personaggio: Long Wei.
Il primo eroe di quartiere del fumetto italiano. Un ragazzo cinese che si ritrova catapultato nella grande Milano dell’Expo.
Una miniserie ambientata in Italia, con un immigrato come protagonista assoluto. La cronaca e l’attualità si intrecciano nella finzione narrativa, in una metropoli moderna che diventa l’ideale teatro degli eventi.
Dodici episodi all’insegna dell’azione, un noir metropolitano sospeso tra due civiltà, dove la trama realistica viene alleggerita da una forte componente ironica.
Un progetto ambizioso e complesso, nato da un’idea di Enzo Marino, il direttore dell’Editoriale Aurea, e Roberto Recchioni, firma di spicco del fumetto italiano, autore di John Doe, Dylan Dog e Tex.
La creazione del personaggio e la realizzazione della miniserie è stata affidata a Diego Cajelli, sceneggiatore milanese, premiato con il Gran Guinigi come miglior sceneggiatore nel 2008, al lavoro su serie come Diabolik, Dampyr e Milano Criminale.
Il creatore grafico, e disegnatore del primo numero, è Luca Genovese, apprezzato per John Doe, e per la recente saga robotica: Beta.
Lo staff dei disegnatori, che vi presenteremo meglio di volta in volta, è composto da: Gianluca Maconi, Luca Bertelè e Patrick Macchi, Francesco Mortarino, Valerio Nizi, Jean Claudio Vinci, Daniele Di Nicuolo e Stefano Simeone.
Sul versante sceneggiature, Cajelli ha raccolto attorno a sè uno staff di scrittori, ragionando i dodici numeri di Long Wei come se fossero la prima stagione di una serie televisiva.
Quindi, a partire dal terzo numero, i testi vedranno la collaborazione di Stefano Ascari, Luca Vanzella, Michele Monteleone e Francesco Savino.
Per chiudere in bellezza, le copertine della miniserie sono state affidate a Lorenzo “LRNZ” Ceccotti, uno degli artisti visivi più quotati del momento.
Questo è lo straordinario team al lavoro su Long Wei, i risultati li potete vedere nelle prossime pagine.

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martedì 19 novembre 2013

Intervista a: Valerio Nizi



E in attesa dell'uscita del Numero #6 il 5 Dicembre, eccovi l'intervista fatta dal prode Francesco Savino a Valerio Nizi, disegnatore del #5!

Ciao Valerio, presentati in tre righe!

Addirittura tre righe tutte per me? Sono commosso. Ok, serietà. Valerio Nizi, 33 anni,romano. Possiedo un pc, uno smartphone e una laurea in lettere. Sentitevi pure liberi di mettere le tre cose nell'ordine che preferite, è chiaro.
Mentre frequentavo l'università (e praticavo il Kung-fu) tramite un'amica compagna di palestra sono approdato alla scuola romana dei fumetti, per frequentare il corso di sceneggiatura. E invece mi sono ritrovato, 3 anni dopo, col il diploma in disegno e tecnica del fumetto. Così adesso, lucky me, capita che ogni tanto potete trovare in edicola qualcosa disegnato da me :)

Qual è il tuo rapporto con le arti marziali e com’è stato trasportare e raccontare all’interno di un fumetto i combattimenti di Kung-Fu?

Ho sempre adorato le arti marziali. Inizialmente però,solo attraverso le coreografie dei film che vedevo in tv. Poi, superate le resistenze paterne, sono approdato in palestra e ho avuto modo di provarle sulla pelle. Ho cominciato col Tae kwon do, poi sono passato al Kung-fu tradizionale, ho provato il karate (stile shotokan), quindi mi sono appassionato alle MMA (mixed martial arts) e ho cominciato a studiare anche il pugilato e la kickboxing/savate, che pratico tuttora, impegni di lavoro permettendo. Quando ho saputo di questa nuova serie ho pensato: figata! Finalmente possiamo fare anche qui da noi un fumetto dove la gente si legna di santa ragione come nei manga di arti marziali!
Ovviamente il discorso è più complesso, però direi che in LW il sapore di certe zuffe orientali è ripreso alla perfezione, e inserito in una cornice fumettistica più propriamente italica con tutti gli accorgimenti del caso, che permettono alla storia di funzionare come si deve, e di essere godibile su diversi livelli, ed essere appetibile per un pubblico classico da fumetto da edicola, ma anche di strizzare l'occhio agli amanti dei manga action. Poi coreografare le scene di combattimento è sempre un piacere. Spero che il lettore si diverta leggendole tanto quanto mi diverto io a disegnarle!

Com’è stato, per te disegnatore romano, calarsi nelle atmosfere milanesi? Hai avuto problemi o sei riuscito subito a immergerti da subito nel mondo di Long Wei?

Premetto che, oggi, non sono ancora mai stato a Milano. Quindi il mio lavoro su LW, a livello di ambientazione, si basa al 100% sull'ottima documentazione fornitami da Diego (Cajelli). Ovviamente mi assumo tutte le responsabilità del risultato finale! Scherzi a parte, non ho avuto grossi problemi né con i personaggi né con l'ambientazione, e per questo ringrazio ulteriormente Diego e Luca (Genovese) che oltre ad avermi voluto a bordo mi hanno subito fatto capire quello che volevano, lasciandomi allo stesso tempo tanta libertà creativa. Decisamente non avrei potuto chiedere di meglio.

C’è una scena tra quelle che hai disegnato finora che ti ha particolarmente divertito? E qual è il tuo approccio verso i personaggi della serie?

Be’, sicuramente la prima vera scena full action dell'albo, con LW che finalmente si scatena, contro un  avversario fisicamente molto più grosso e forte di lui! Tra i personaggi della serie, quello che mi diverte di più è Vincenzo, probabilmente perché, come direbbe Diego, "Vincenzo è uno che fa un po' quello che vuole", al contrario di LW che essendo un eroe (anche se spesso più reluctant hero, direi) purtroppo per lui in certe situazioni ha meno libertà d'azione. E' anche questo essere complementari, probabilmente, a renderli una coppia di personaggi che funziona bene.



lunedì 21 ottobre 2013

Copertina numero 5

Ed ecco in anteprima la copertina del numero 5 di Long Wei, scritto da Diego Cajelli e Stefano Ascari e disegnato da Valerio Nizi. La copertina come al solito è di LRNZ.

Il numero 5 vi aspetta il 25 ottobre in edicola!


martedì 15 ottobre 2013

19 Ottobre a Trezzo Sull'Adda!

Pensiamo che il volantino qui sopra chiarisca tutto giusto? Se il 19 siete in zona, siete tutti invitati!

lunedì 14 ottobre 2013

Long Wei 5

 Qui sotto un poster dedicato al numero 5 di Long Wei realizzato da LRNZ Ceccotti.

Titolo: Il leone
Soggetto e sceneggiatura: Diego Cajelli e Stefano Ascari
Disegni: Valerio Nizi


A presto con la cover di LRNZ, nel frattempo ricordatevi l'appuntamento...

Dal 25 Ottobre in Edicola!